mercoledì 23 maggio 2012

Taglio spese inutili? No grazie.

In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, tutti (a parole) sono d’accordo per l’eliminazione delle spese inutili.
Anche il Sindaco Giorgino (sempre a parole) è d’accordo e in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, del 23 Aprile 2012, sosteneva che: “Abbiamo già tagliato numerose spese e provvederemo a farne ulteriori… su tutto ciò che è possibile tagliare”.

Alle parole non sempre seguono i fatti.

Infatti, qualche giorno dopo (cioè l’11 Maggio 2012) con determinazione dirigenziale n. 1460, avente a oggetto: “Incarichi di collaborazione esterna coordinata e continuativa nell’ambito dell’Ufficio Staff - Impegno di spesa”, sono stati rinnovati gli incarichi dei quattro componenti dello Staff del Sindaco (dal sito del Comune ne sono previsti ben cinque: http://www.comune.andria.bt.it/content.asp?id=25).

Con tale determinazione è stata impegnata la spesa lorda per il corrente anno di € 76.472,32 e poi con successivo provvedimento si provvederà a impegnare la restante spesa di €.34.760,15 afferente l’esercizio finanziario anno 2013.

In totale lo staff del Sindaco ci costerà ben 111.232,47.A questa spesa bisogna aggiungere tutte le consulenze date ai comunicatori esterni.

Viste le mansioni svolte (cioè tutto e niente) e l’accavallarsi delle stesse, non sarebbe stato meglio prevedere una riduzione del numero dei componenti dello Staff?

Spesso si fanno paragoni con la precedente Amministrazione. Perché non si prende esempio dal precedente Sindaco, Vincenzo Zaccaro, che contava su uno staff di sole due persone?

Ci avviciniamo sempre più al bilancio e si chiederanno nuovi sacrifici agli andriesi che saranno ulteriormente vessati dall’Imu e dall’altro incremento della Tarsu.

Con quale faccia il Sindaco e l’Amministrazione potranno chiedere sacrifici alla Città se loro non danno il buon esempio eliminando le spese inutili?

Mi tornano in mente alcune parole di Berlinguer e spero che il Sindaco le tenga in considerazione: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”.








Gazzetta del 22 Aprile 2012



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