Non
per fare la Cassandra di turno, ma visto com’ è stato “confezionato” il
regolamento dei dehors, noi avevamo preannunciato che invece di “fare ordine”
nella materia, si sarebbe andati a complicare la vita degli operatori e a
creare delle situazioni che rasentano il ridicolo.
Eravamo e siamo d’accordo per un
regolamento che disciplini i dehors, ma prima dell’elaborazione dello stesso,
avevamo chiesto sia uno “studio” alla base, che
potesse servire per “modellare” le norme sui dehors presenti sul nostro
territorio, che il coinvolgimento degli operatori e dei cittadini. Tutto ciò
non è avvenuto, si è preferito un regolamento copiato da altre Città e adesso
assistiamo agli effetti del mancato dialogo.
Per permettere a tutti gli operatori di adeguarsi,
avevamo chiesto che il termine per l’adeguamento fosse fissato in quattro mesi
dalla data di approvazione dello stesso. Invece l’Amministrazione ha fissato il
31 Dicembre 2011 (la delibera è stata approvata il 14 Novembre 2011), termine
che ovviamente non è stato rispettato e così si è preferita una sorta di proroga tacita a tempo
indeterminato.
Il 6 Marzo 2012, l’Amministrazione ha deciso di
inviare a tutti gli operatori un invito (senza specificare una data) ad
adeguarsi al regolamento.
Poi, di punto in bianco, i primi di Maggio,
l’Amministrazione ha deciso di sanzionare anche le attività commerciali che
avevano presentato l’istanza per l’adeguamento da un paio di mesi, aprendo la
strada a diversi contenziosi che andranno a gravare sugli operatori. Quindi
sarà, ancora una volta, il cittadino a dover pagare per i tempi elefantiaci
della Pubblica Amministrazione. Perché sono state irrogate sanzioni anche a chi
ha presentato l’istanza?
A parte la questione burocratica, su cui chiederemo
risposte all’Assessore del Pdl Miscioscia, il coinvolgimento da noi chiesto
sarebbe servito per evitare la penalizzazione di molte strutture (costringendo
molti a investire in Città limitrofe) che, soprattutto durante il periodo
estivo, svolgono la propria attività all’esterno creando posti di lavoro e
sviluppando quella tanto auspicata
movida andriese. Visto l’atteggiamento dell’Amministrazione che porterà
molti operatori a “restringere” la propria attività e a impiegare meno
personale, sembra proprio che lo sviluppo della nostra Città non interessi.
Un’altra questione che sta penalizzando diverse
attività, riguarda “l’installazione di apparecchi e
congegni da divertimento e intrattenimento”. Noi avevamo chiesto l’installazione, rispettando
le norme e le esigenze dei cittadini, di tali apparecchiature, invece
l’amministrazione ha deciso di vietarle completamente, creando delle situazioni
d’ombra, perché tali apparecchiature se installate all’interno del locale
possono funzionare, se installate nel dehors, sono vietate. Così chi ha la
possibilità di piazzare le apparecchiature anche sull’uscio della porta è
autorizzato a utilizzarle, senza rispettare le norme del quieto vivere, chi non
ha tale possibilità, subisce una vera e propria discriminazione. Un episodio
del genere si è verificato Giovedì sera, quando le attività di Viale Crispi e
Corso Cavour, hanno pensato di organizzare una serata, facendosi concorrenza
spietata (non sarebbe stato meglio organizzare qualcosa insieme?). Chi non
aveva la possibilità di tenere all’interno le attrezzature è stato obbligato a
smontare tutto. Come dire, ogni tanto che si organizza qualcosa di buono, c’è
sempre il cavillo amministrativo che va a rovinarlo.
Insomma, questo regolamento ha
creato più danni di quanti non ne avevamo previsti e non è nemmeno servito a far luce su
situazioni ambigue, vedi per esempio Corso Cavour (se la strada è chiusa per i
cedimenti stradali come possono esserci dehors? Se malauguratamente dovessero
esserci cedimenti più notevoli chi si assume la responsabilità?).
Visto
il modo caotico con cui si sta gestendo la cosa e, siccome pensiamo che non si
possa aspettare un anno dall’applicazione per la revisione del Regolamento,
chiederemo all’Amministrazione una rivisitazione dello stesso con il
coinvolgimento dei cittadini, che rivendicano giustamente il rispetto delle
regole e degli operatori, perché solo
dialogando e trovando una mediazione tra le diverse esigenze si possono
costruire le basi per una convivenza “pacifica”.
f.to I coordinatori di Sinistra
Ecologia Libertà - Andria
Michele Lorusso

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