martedì 15 maggio 2012

Regolamento dehors, più danni che vantaggi per cittadini e operatori


Non per fare la Cassandra di turno, ma visto com’ è stato “confezionato” il regolamento dei dehors, noi avevamo preannunciato che invece di “fare ordine” nella materia, si sarebbe andati a complicare la vita degli operatori e a creare delle situazioni che rasentano il ridicolo.


Eravamo e siamo d’accordo per un regolamento che disciplini i dehors, ma prima dell’elaborazione dello stesso, avevamo chiesto sia uno “studio” alla base, che potesse servire per “modellare” le norme sui dehors presenti sul nostro territorio, che il coinvolgimento degli operatori e dei cittadini. Tutto ciò non è avvenuto, si è preferito un regolamento copiato da altre Città e adesso assistiamo agli effetti del mancato dialogo.


Per permettere a tutti gli operatori di adeguarsi, avevamo chiesto che il termine per l’adeguamento fosse fissato in quattro mesi dalla data di approvazione dello stesso. Invece l’Amministrazione ha fissato il 31 Dicembre 2011 (la delibera è stata approvata il 14 Novembre 2011), termine che ovviamente non è stato rispettato e così si è preferita  una sorta di proroga tacita a tempo indeterminato.


Il 6 Marzo 2012, l’Amministrazione ha deciso di inviare a tutti gli operatori un invito (senza specificare una data) ad adeguarsi al regolamento.


Poi, di punto in bianco, i primi di Maggio, l’Amministrazione ha deciso di sanzionare anche le attività commerciali che avevano presentato l’istanza per l’adeguamento da un paio di mesi, aprendo la strada a diversi contenziosi che andranno a gravare sugli operatori. Quindi sarà, ancora una volta, il cittadino a dover pagare per i tempi elefantiaci della Pubblica Amministrazione. Perché sono state irrogate sanzioni anche a chi ha presentato l’istanza?


A parte la questione burocratica, su cui chiederemo risposte all’Assessore del Pdl Miscioscia, il coinvolgimento da noi chiesto sarebbe servito per evitare la penalizzazione di molte strutture (costringendo molti a investire in Città limitrofe) che, soprattutto durante il periodo estivo, svolgono la propria attività all’esterno creando posti di lavoro e sviluppando quella tanto auspicata  movida andriese. Visto l’atteggiamento dell’Amministrazione che porterà molti operatori a “restringere” la propria attività e a impiegare meno personale, sembra proprio che lo sviluppo della nostra Città non interessi.


Un’altra questione che sta penalizzando diverse attività, riguarda “l’installazione di apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento”. Noi avevamo chiesto l’installazione, rispettando le norme e le esigenze dei cittadini, di tali apparecchiature, invece l’amministrazione ha deciso di vietarle completamente, creando delle situazioni d’ombra, perché tali apparecchiature se installate all’interno del locale possono funzionare, se installate nel dehors, sono vietate. Così chi ha la possibilità di piazzare le apparecchiature anche sull’uscio della porta è autorizzato a utilizzarle, senza rispettare le norme del quieto vivere, chi non ha tale possibilità, subisce una vera e propria discriminazione. Un episodio del genere si è verificato Giovedì sera, quando le attività di Viale Crispi e Corso Cavour, hanno pensato di organizzare una serata, facendosi concorrenza spietata (non sarebbe stato meglio organizzare qualcosa insieme?). Chi non aveva la possibilità di tenere all’interno le attrezzature è stato obbligato a smontare tutto. Come dire, ogni tanto che si organizza qualcosa di buono, c’è sempre il cavillo amministrativo che va a rovinarlo.





Insomma, questo regolamento ha creato più danni di quanti non ne avevamo previsti e  non è nemmeno servito a far luce su situazioni ambigue, vedi per esempio Corso Cavour (se la strada è chiusa per i cedimenti stradali come possono esserci dehors? Se malauguratamente dovessero esserci cedimenti più notevoli chi si assume la responsabilità?).


           


            Visto il modo caotico con cui si sta gestendo la cosa e, siccome pensiamo che non si possa aspettare un anno dall’applicazione per la revisione del Regolamento, chiederemo all’Amministrazione una rivisitazione dello stesso con il coinvolgimento dei cittadini, che rivendicano giustamente il rispetto delle regole  e degli operatori, perché solo dialogando e trovando una mediazione tra le diverse esigenze si possono costruire le basi per una convivenza “pacifica”.





f.to I coordinatori di Sinistra Ecologia Libertà - Andria


             Michele Lorusso

 




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