martedì 26 marzo 2013

Alcune riflessioni sulle Umi.

Nel Consiglio comunale di Lunedì 25 Marzo 2013, tra i vari odg, c’era quello inerente l' attuazione delle maglie del Prg, attraverso le Umi (unità minime d’intervento).

Su tale odg le opposizioni avevano chiesto il rinvio.

Tale richiesta, ovviamente, è stata respinta dal Sindaco e dall’ Assessore alla pianificazione (quale?) del territorio. Richiesta che è stata respinta anche dalla maggioranza in Consiglio comunale.

Un rinvio necessario anche per ampliare la discussione con la Città e accogliere suggerimenti che ne potevano venir fuori, per migliorare il provvedimento. A quanto pare, la partecipazione all’ Amministrazione non piace, perché “intendono procedere con tempi più aderenti al modello "tedesco", che al modello messicano". Come dire, la partecipazione è una perdita di tempo e amministriamo come ci pare e piace, perché l’importante è avere i numeri in Consiglio.

Eppure c’erano stati alcuni suggerimenti (condivisibili) da parte degli Architetti, che sono rimasti inascoltati.

 Da uno studio attento delle carte, quello che si può dedurre, è, in primis, che con tale provvedimento non si vuole perseguire il bene comune, ma gli interessi di pochi e che si tratta di una variante al Prg mascherata.

Quello approvato ieri dal Consiglio, è un provvedimento che non ha una visione completa della Città e che quindi rappresenta il fallimento delle politiche urbanistiche di quest'Amministrazione.

Un testo confuso che è stato emendato dalla stessa Amministrazione, sino a poche ore dal Consiglio. Un testo su cui anche il Settore Avvocatura del comune di Andria ha espresso parere contrario e che l’Amministrazione non ha voluto tenere in considerazione, creando i presupposti per numerosi ricorsi amministrativi e richieste di risarcimento danni.

Durante la discussione in Consiglio, anche l’Assessore Di Noia ha ammesso la non necessarietà e urgenza del provvedimento. Quindi, perché non rinviare la discussione volta a migliorare la proposta e a dibattere con tutta la Città? Quali interessi (non certo pubblici) si celano dietro questa delibera? Perché esporre l’ente a ingenti richieste di risarcimento danni da parte di coloro che vedranno lesi i propri diritti?

Quel che ci si aspettava da quest’Amministrazione era un senso di responsabilità e di apertura (perché i 40 consiglieri non rappresentano tutta la Città) per un provvedimento che riguarda il futuro (che dev'essere sempre più verde come la sostenibilità e meno grigio come il cemento) non di questa o quella parte politica, ma di tutta la nostra comunità. Purtroppo questo non c’è stato, perché agli interessi di molti, si sono anteposti gli interessi di pochi.

Andria cambia in peggio.


Riscontro avvocatura: 






Nessun commento:

Posta un commento