Quella piazza raccolta attorno ai valori fondanti della nostra Repubblica ha rappresentato a nostro parere il miglior modo di celebrare l’unità di un Paese, il nostro, posto sotto scacco dalle minacce secessioniste e separatiste della Lega Nord grazie anche al “silenzio assenso” del governo Berlusconi.
Oggi occorrerebbe più che mai cercare di dare piena attuazione ai principi contenuti nel testo costituzionale e in particolare ai precetti dell’art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Il testo costituzionale, sebbene risulti datato, mostra come l’orizzonte ideale dei nostri padri costituenti fosse ben al di là di quanto la classe dirigente attuale riesca a fare.
L’obiettivo di rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale costituisce di fatto la possibilità di costruire una piena libertà ed eguaglianza dei cittadini ed è una condizione imprescindibile per la costruzione di una comunità nazionale.
Per questo oggi per noi parlare di unità del Paese, dell’Italia, significa sentirsi, come ha affermato Angelo d’Orsi dalla piazza di Torino, Partigiani di un nuovo Risorgimento.
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