Che la
crisi occupazionale sia un problema grave nel nostro Paese e nella nostra
Città, non c’era bisogno che ce lo ricordasse il nostro Sindaco.
Liquidare, con un “Il
Comune non è un centro di collocamento” e un appello scontato e generico,
chi giustamente manifesta (in queste ore e durante il consiglio sulla raccolta
porta a porta) per chiedere alle Istituzioni impegni concreti per il lavoro, è
un atteggiamento da “scarica barile” inaccettabile.
Il sindaco ha affermato che la sua Amministrazione è da oltre
due anni impegnata a “creare le
condizioni propizie perché possano esserci maggiori occasioni di attività
lavorative”.
È vero, si stanno creando le condizioni con le diverse opere
pubbliche, che sono state e che saranno cantierizzate, ma non ci risultato
battaglie epiche del primo cittadino a favore di “quei cittadini andriesi che
cercano manodopera e lavoro” e la questione delle assunzioni della Sangalli ne
è uno dei tanti esempi (senza dimenticare il biennio passato alla vice-presidenza
della provincia Bat, che per competenza ha proprio l’organizzazione di centri
per l’impiego, formazione professionale ed ogni azione possa stimolare
l’offerta e la domanda di lavoro).
Con il nuovo appalto, le assunzioni (su cui non abbiamo
ricevuto alcuna risposta) sono state lasciate al libero arbitrio dell’azienda,
senza alcuna imposizione di criteri di trasparenza da parte
dell’amministrazione. Perché non attingere dalle graduatorie dell’ufficio di
collocamento invece di gestire in maniera clientelare la cosa? Perché lasciare
per strada chi prestava già servizio (e quindi aveva più competenza di altri
nuovi assunti) presso la precedente azienda?
Ancora una volta, il nostro Sindaco ha dimostrato di essere
bravo con le parole, e di essere incapace di passare dalle stesse ai fatti. Il
lavoro è una questione importante su cui è necessario un impegno concreto delle
istituzioni, gli appelli fini a se stessi, non cambieranno mai nulla.

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