Ancora
una volta assistiamo a dichiarazioni sulla problematica rifiuti, che a definir stravaganti
è poco.
Il
movimento Fare Ambiente sostiene che per incrementare le percentuali di
Raccolta differenziata (Rd) è necessario aumentare il numero di isole ecologiche
in Città, riconoscendo, a chi va a conferire nelle suddette isole, uno sgravio
sulla Tarsu.
Ebbene,
è stato affermato che incrementare il numero di isole ecologiche ha un costo
minore rispetto alla raccolta rifiuti porta a porta. Non so a che tipologia di
isola ecologica facesse riferimento la responsabile del movimento, ma se si
tiene in considerazione un’isola ecologica come quella di Via Stazio, facendo
semplici calcoli matematici, il costo dell’incremento delle isole ecologiche
sarebbe pari ad una cifra con sei zeri, cioè più o meno lo stessa somma
necessaria per realizzare il porta a porta nella Città di Andria. Perché si
dovrebbe finanziare l’incremento di isole ecologiche, che in passato non hanno
funzionato o hanno funzionato ben poco? Perché, invece, non si dovrebbe
sostenere la raccolta dei rifiuti porta a porta che, nelle Città in cui è sta
applicata ha fatto schizzare la Rd al 50%,nel giro di pochi mesi? Si sa, la
politica è fatta di scelte, e noi preferiamo il porta a porta perché crea lavoro
più delle isole ecologiche, perché è più efficace per raggiungere elevate
percentuali di Rd e perché si eviterebbero inutili colate di cemento.
Per
di più, nella nota diramata da Fare Ambiente, si legge: ” … Puntare dunque a
riconoscere uno sgravio della tassa che tenga conto della capacità di
differenziare dei cittadini e non solo dei metri quadrati della casa o del
ripostiglio”. Un po’ di chiarezza su questa cosa sarebbe opportuna, perché non
ha senso continuare a pagare la Tarsu con qualche sconto irrisorio, quando la
normativa vigente prevede il passaggio da tassa a tariffa che agevolerebbe le
famiglie “virtuose”. L'istituzione della tariffa è ascrivibile all'art. 49 del
decreto Ronchi, il cui decreto attuativo è il DPR 158/99. Il Testo unico
all'art. 238 ha abrogato la tariffa "Ronchi" e ne ha definito una
nuova demandando la definizione dei criteri di calcolo ad un decreto attuativo
non ancora emanato. Fino alla sua emanazione, ai sensi del comma 11 del citato
articolo, si considerano vigenti le precedenti discipline regolamentari. Il
comma 184 dell'art. 1 della l. finanziaria 296/2006, così come modificato
dall'art. 5 del Dl. 208/2008 ha prorogato il regime di prelievo ante 2006, in
materia di rifiuti, al 2009 in attesa dell'emanazione delle disposizione
attuative del Tu.
In
definitiva, allo stato attuale, è facoltà del comune/ato decidere se passare
dal regime di tassa a quello di tariffa.
O
tariffa o tassa, soluzioni intermedie non ce ne sono.
Inoltre,
l’auspicio è che l’Amministrazione comunale non accolga la disponibilità del
movimento a sostenere una campagna di sensibilizzazione intitolata “più
differenzi e meno paghi recandoti alle isole ecologiche”, altrimenti sarebbe
l’ulteriore dimostrazione che si sperpera denaro pubblico, per campagne di comunicazione
che non sortiscono alcun effetto sulla società o i cui risultati rimangono
segreti (vedi campagna sulla Villa Comunale).
Finendo,
SEL ribadisce il proprio SI alla raccolta
differenziata porta a porta, che deve essere prevista nel nuovo bando per
l’aggiudicazione della gestione del servizio rifiuti cittadino (se può servire
abbiamo già pronto il piano industriale per far ciò), e al passaggio da Tassa a
Tariffa ,così come disposto dalla legislazione vigente, che premierebbe le
famiglie più “virtuose” che si differenziano da chi non differenzia.
Michele
Lorusso
SEL Andria
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