Da
quel che ci risulta, i Dirigenti del Comune di Andria hanno volontariamente
disobbedito all’indirizzo del Sindaco che richiedeva loro di trasmettergli le
determinazioni dirigenziali “preventivamente alla loro numerazione”,
al fine di “esaminare e vistare” gli stessi atti.
Questo
comportamento dei Dirigenti ci ha riportato alla mente l’ampia discussione che
si ebbe, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sulla legittimità della disobbedienza
agli ordini del Dittatore di turno, qualora gli stessi fossero valutati come
manifestamente ingiusti.
L’atto
di dignità dei Dirigenti del Comune di Andria non può esimerci però dallo
stigmatizzare energicamente il contenuto dell’indirizzo formulato dal Sindaco
Giorgino il 17 dicembre dello scorso anno.
Chiedere
ai Dirigenti di trasmettere le determinazioni “preventivamente alla loro
numerazione” significa violare uno dei principi fondamentali del nostro
Ordinamento amministrativo, che prevede la netta separazione tra facoltà e
competenze gestionali che appartengono ai Dirigenti e poteri di indirizzo di
pertinenza della classe politica.
Le
leggi cosiddette “Bassanini”, dal 1997, questa distinzione di competenze
l’hanno nettamente sancita ed il rispetto di questo principio è presupposto
ineludibile della trasparenza dell’attività amministrativa, di cui molti si
riempiono la bocca, salvo poi non coglierne pienamente i reali contenuti.
Pretendere
poi, di vistare le determinazioni dirigenziali, prima della loro formale
adozione, significa introdurre un arbitrario aggravamento del procedimento, con
effetti devastanti anche sull’efficienza ed efficacia dell’azione
amministrativa.
Non
sappiamo a quale facoltà di diritto si sia iscritto l’Avv. Giorgino.
Abbiamo il sospetto,
però, che anche lui abbia frequentato quella del Presidente del Consiglio, che
riconosce solo la carta costituzionale della Padania.
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