venerdì 14 gennaio 2011

Controllo determinazioni dirigenziali


Da quel che ci risulta, i Dirigenti del Comune di Andria hanno volontariamente disobbedito all’indirizzo del Sindaco che richiedeva loro di trasmettergli le determinazioni dirigenziali “preventivamente alla loro numerazione”, al fine di “esaminare e vistare” gli stessi atti.

Questo comportamento dei Dirigenti ci ha riportato alla mente l’ampia discussione che si ebbe, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sulla legittimità della disobbedienza agli ordini del Dittatore di turno, qualora gli stessi fossero valutati come manifestamente ingiusti.

L’atto di dignità dei Dirigenti del Comune di Andria non può esimerci però dallo stigmatizzare energicamente il contenuto dell’indirizzo formulato dal Sindaco Giorgino il 17 dicembre dello scorso anno.

Chiedere ai Dirigenti di trasmettere le determinazioni “preventivamente alla loro numerazione” significa violare uno dei principi fondamentali del nostro Ordinamento amministrativo, che prevede la netta separazione tra facoltà e competenze gestionali che appartengono ai Dirigenti e poteri di indirizzo di pertinenza della classe politica.

Le leggi cosiddette “Bassanini”, dal 1997, questa distinzione di competenze l’hanno nettamente sancita ed il rispetto di questo principio è presupposto ineludibile della trasparenza dell’attività amministrativa, di cui molti si riempiono la bocca, salvo poi non coglierne pienamente i reali contenuti.

Pretendere poi, di vistare le determinazioni dirigenziali, prima della loro formale adozione, significa introdurre un arbitrario aggravamento del procedimento, con effetti devastanti anche sull’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

Non sappiamo a quale facoltà di diritto si sia iscritto l’Avv. Giorgino.

Abbiamo il sospetto, però, che anche lui abbia frequentato quella del Presidente del Consiglio, che riconosce solo la carta costituzionale della Padania.




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