Finalmente la Città di
Andria ha il suo servizio di bike sharing. A parte la presentazione
carnevalesca, di questo non possiamo che esserne contenti, sia perché si è
portata a compimento una progettualità della passata amministrazione, sia
perché, si spera, che con questo nuovo servizio, gli andriesi lascino a casa la
macchina, per spostarsi con un mezzo che non inquina e soprattutto contribuisce
alla riduzione di tutti quegli inquinanti che non fanno bene alla nostra
salute.
Innanzitutto, un
ringraziamento va fatto all’assessore Michele Zinni, perché, durante l'ultimo
consiglio comunale che ha approvato il regolamento del bike sharing, ha accolto
con favore le proposte provenienti dall’opposizione. Infatti, il regolamento
iniziale prevedeva un costo annuo della tessera di 20 euro e la tariffa oraria
di 1 euro. Dati i costi elevati, da parte di SEL e altri, è stato chiesto di
ridurre i costi, e dopo un’attenta discussione con l’Assessore Zinni, si è
concordata la quota di 15 euro per la tessera, e una tariffa oraria pari a 0,50
euro, cioè più o meno la stessa cifra di un grattino. Data l’impossibilità di offrire questo
servizio gratuitamente, perché l’Amministrazione preferisce destinare le
risorse ad altri settori, non possiamo che essere fieri di questo esito, che è
un piccolo risultato per noi e un grande risultato per il portafoglio di chi
sceglie questo mezzo di trasporto.
A parte i
ringraziamenti dovuti all’Assessore, vien da porre alcuni quesiti: adesso che
abbiamo le bici, quanto dobbiamo aspettare per le piste ciclabili? Perché si
continua a non garantire, a chi utilizza la bici, la sicurezza dovuta con le
piste ciclabili? Perché, a parte il caotico cambio di sensi di marcia (e il non
aggiornamento dei semafori che funzionano ancora con i vecchi sensi di marcia,
vedi semaforo vicino la scuola Vaccina), non si provvede ad elaborare una volta
per tutte una Piano della mobilità e un Bici Plan? A parte questi interrogativi,
che assillano chi sceglie un mezzo diverso per muoversi all’interno del tessuto
urbano, una nota al proclama del Sindaco, tenutosi durante la presentazione del
bike sharing, è doverosa, perché, come al solito, si continua a prendere in
giro la gente, comportamento questo, che certamente non fa bene né alle
Istituzioni, né alla politica.
Ebbene, durante la
presentazione, sono emerse le numerose contraddizioni, che caratterizzano
l'operato di quest’Amministrazione.
E’ stato detto che
“Bisogna lavorare su un’educazione alla mobilità alternativa all’utilizzo delle
autovetture”. Le solite belle parole, che poi sono smentite dai fatti, perché
quest’Amministrazione, sembra essere molto attenta a preservare i parcheggi nel
centro cittadino, e addirittura a incrementarli, con il sogno di costruire un
mega parcheggio sotterraneo, chissà sotto quale Piazza o qualsivoglia luogo
idoneo ad ospitarlo. Davvero si pensa di voler disincentivare l’uso dell’auto
con l’incremento di parcheggi nel centro cittadino? Non sarebbe ora di rendere
ZTL tutto il centro cittadino? Perché le strade non sono bandite dalle
progettazioni delle nuove Piazze? (vedi Piazza Duomo)
Un’altra cosa bizzarra
e schizofrenica (politicamente parlando, ovviamente) che è stata detta, è che
l’Amministrazione “vuole creare isole pedonali”. Non è, questa stessa
Amministrazione, che nonostante l’appostamento, della passata amministrazione,
di somme in bilancio, ha cassato il progetto di ZTL di Via Regina Margherita? Non
è arrivato il momento di smetterla di assumere l’atteggiamento di un Giano
bifronte, che “ per strada” fa certe affermazioni e poi “nel Palazzo”, l’azione
amministrativa va verso tutt’altra direzione?
Per questo, caro
Sindaco, prima di voler cambiare Andria, forse è meglio che cambi se stesso,
evitando di fantasticare e di raccontare false favole, e soprattutto
lasciandosi alle spalle gli stereotipi di chi Andria, in fondo in fondo, non
vuole cambiarla, ma fa solo finta.
F.to Michele
Lorusso
Direttivo SEL Andria
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