Oggi non è un giorno come gli altri per i milioni
di ragazzi che frequentano le nostre scuole, Oggi non è un giorno come gli
altri per i ricercatori, gli insegnanti, il personale ATA di questo paese. Oggi
le piazze si sono riempite della rabbia di centinaia di migliaia di persone che
si mobilitano per dire no allo scempio in atto sulla scuola pubblica.
Sinistra Ecologia e Libertà c’è,al fianco dei
sindacati studenteschi e delle organizzazioni studentesche impegnate in questo
momento cruciale di lotta,c’è con la forza delle sue idee.
A fronte di una crisi economica mondiale devastante tutti i paesi occidentali, rilanciano sull’investimento strategico sul sapere, sulla ricerca, tutti tranne la nostra Italia impegnata apparentemente solo a far cassa. Eppure continuiamo a stanziare 23 miliardi per spese militari,5 miliardi per “grandi opere” come il ponte sullo stretto,milioni e milioni di euro per la scuola privata e paritaria. Intanto le nostre classi sono sovraffollate, gli edifici fatiscenti, i precari licenziati, le eccellenze del giardino d’Europa sradicate. Si maschera dietro l’idiozia della propaganda, vedere alla voce grembiule o lotta al bullismo, lo smantellamento dell’unico sistema in grado di garantire formazione, democrazia e libertà a un paese: l’istruzione pubblica.
SeL è scesa in piazza con gli studenti delle scuole superiori per chiedere a gran voce la cessazione di questo scempio e richiediamo:
-A fronte di spese annue altissime a carico delle singole famiglie, per es. 400 euro per libri di testo, trasporti, tasse scolastiche, un sistema serio e rigoroso di welfare studentesco, che si traduca in un investimento reale a partire dalle borse di studio.
- la cessazione immediata dei tagli a carico del personale docente,perché una reale politica di accrescimento della qualità passa in primo luogo da investimenti seri.
il ripristino dei fondi per gli insegnanti di sostegno,e il ritiro del tetto del 30% per studenti migranti nell’ottica di una seria politica di inclusività all’interno della scuola
- un fondo speciale per l’edilizia scolastica per far fronte ad una e vera e propria emergenza nazionale che vede migliaia di edifici fatiscenti e non a norma frequentati ogni giorno da noi ragazzi e dai nostri insegnati.
A fronte di una crisi economica mondiale devastante tutti i paesi occidentali, rilanciano sull’investimento strategico sul sapere, sulla ricerca, tutti tranne la nostra Italia impegnata apparentemente solo a far cassa. Eppure continuiamo a stanziare 23 miliardi per spese militari,5 miliardi per “grandi opere” come il ponte sullo stretto,milioni e milioni di euro per la scuola privata e paritaria. Intanto le nostre classi sono sovraffollate, gli edifici fatiscenti, i precari licenziati, le eccellenze del giardino d’Europa sradicate. Si maschera dietro l’idiozia della propaganda, vedere alla voce grembiule o lotta al bullismo, lo smantellamento dell’unico sistema in grado di garantire formazione, democrazia e libertà a un paese: l’istruzione pubblica.
SeL è scesa in piazza con gli studenti delle scuole superiori per chiedere a gran voce la cessazione di questo scempio e richiediamo:
-A fronte di spese annue altissime a carico delle singole famiglie, per es. 400 euro per libri di testo, trasporti, tasse scolastiche, un sistema serio e rigoroso di welfare studentesco, che si traduca in un investimento reale a partire dalle borse di studio.
- la cessazione immediata dei tagli a carico del personale docente,perché una reale politica di accrescimento della qualità passa in primo luogo da investimenti seri.
il ripristino dei fondi per gli insegnanti di sostegno,e il ritiro del tetto del 30% per studenti migranti nell’ottica di una seria politica di inclusività all’interno della scuola
- un fondo speciale per l’edilizia scolastica per far fronte ad una e vera e propria emergenza nazionale che vede migliaia di edifici fatiscenti e non a norma frequentati ogni giorno da noi ragazzi e dai nostri insegnati.
Questi punti riassunti sono solo alcune richieste
minime, prioritarie e urgenti per salvare un sistema scolastico sfasciato dai
tagli. Ma SeL non rinuncia anche ad una profonda riflessione sul rinnovamento
di un sistema desueto,inadatto alle sfide di una conoscenza divenuta motore di
libertà e democrazia. La costruzione di un biennio unitario formativo per
tutti, l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni,il rilancio di una
didattica a misura di un’intelligenza sequenziale che cambia e diventa in parte
simultanea,l’eliminazione dell’ora di religione confessionale per un’ora di
storia delle religioni realmente laica sono solo alcune delle nostre idee.
Lo studio e il dibattito interno al nostro
movimento proseguiranno insieme alla lotta a fianco dei sindacati studenteschi,
nella speranza che anche in questo caso, ”il momento più scuro della notte sia
quello che precede immancabilmente l’alba.”
Michele Lorusso
Sinistra Ecologia Libertà - Andria
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