mercoledì 18 settembre 2013

Sul depuratore di Andria l'Amministrazione si attivi quanto prima.

Legambiente ha prodotto e pubblicato il proprio rapporto sugli impianti di depurazione presenti in Puglia e dopo aver preso visione dello stesso, proviamo a fare alcune considerazioni.

Nel dossier sono riportati i dati Arpa relativi al 2012 che certificano che “su 171 depuratori controllati, 52 sono risultati non conformi per almeno un parametro previsto dalla legge. La situazione più critica è nella BAT, dove i depuratori delle cittadine che danno il nome alla provincia sono risultati non conformi e in totale sono 7, sui 10 controllati, a non rispettare i limiti di legge.” Continuando si legge: “Anche i controlli dell’Acquedotto pugliese, l’ente gestore di 185 impianti (praticamente tutti) sul territorio regionale, indicano come dei 7.137 campionamenti eseguiti sempre nel 2012, in ingresso e in uscita dagli impianti, il 12% risulta non conforme. La causa di queste anomalie spesso è attribuibile anche all’ingresso negli impianti di reflui particolari (scarti dell’industria casearia o olearia, industriali o un apporto eccessivo di acque di pioggia spesso legate alla incapacità dei tessuti urbani di drenare l’acqua). Un problema che riguarda il 39% degli impianti a livello regionale secondo i dati a disposizione dell’Acquedotto pugliese, ma che in alcune regioni arriva ad oltre l’80%, come nel caso dei depuratori della BAT.”

Un dato allarmante che avrebbe dovuto da subito allertare i nostri amministratori e farli agire immediatamente, così come ha fatto la Sindaca di Molfetta, che si è autodenunciata alle autorità per il malfunzionamento del depuratore della sua Città.

Invece, ad Andria, nessuno ne parla, nonostante gli impegni assunti puntualmente e pubblicamente per azioni di prevenzione da mettere in atto. Atteggiamento, al quale l'Amministrazione di centrodestra ci ha ormai abituati da tempo.

Il dossier di Legambiente, oltre a essere un documento per la denuncia, propone alcune azioni prioritarie per uscire dall’emergenza ambientale che riguarda il trattamento degli scarichi. Si chiede “ai Sindaci farsi garanti degli interventi necessari per mettere in efficienza il sistema e risolvere definitivamente il problema della depurazione. I Sindaci delle città e dei piccoli centri pugliesi, sulla costa come nell’entroterra, devono essere promotori e protagonisti di una stretta collaborazione con i tecnici dell’Arpa, per avviare da subito un monitoraggio capillare degli impianti, verificandone le criticità, il deficit di funzionamento e individuando le misure necessarie al ripristino della completa funzionalità”.

L'auspicio è che il nostro Sindaco si muova in tempi celeri e che non debba essere, ancora una volta, la Magistratura (che già sta indagando proprio sul depuratore andriese per la presenza oltre i valori limiti previsti dalla legge, di escherichia coli Vtec026, Il batterio è alla base dell'infezione in 16 pazienti della Sindrome emolitico uremica(Seu)) ad intervenire laddove sussista l'immobilismo e a dover far fronte a questa problematica che riguarda la salute di tutte e tutti noi.


(Gazzetta del Mezzogiorno del 18 Settembre 2013)



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